I sintomi

Le manifestazioni sintomatiche della gastrite hanno la caratteristica di essere subdole e di difficile inquadramento clinico, legandosi a diversi processi evolutivi della patologia che si articola su alcune fasi.

La prima è definita come gastrite acuta, si tratta dei primi segni della lesione della mucosa gastrica a seguito di diversi agenti eziologici il cui effetto si manifesta come nausea oppure bruciore di stomaco, con localizzazione nell’area superiore dell’addome, e si tratta di una fase acuta più comune che generalmente, tramite una corretta dieta riparativa, tende a sparire da sola. Diverso invece il discorso quando le malsane abitudini proseguono, oppure se si è inconsapevolmente affetti da Helicobacter pylori, sviluppando una cronicizzazione patologica definita appunto come gastrite cronica, si tratta di uno status clinico con maggiori probabilità d’insorgenza di complicazione come l’alterazione del senso di fame, con variazioni tra perdita di appetito e stomaco pieno, dovuto a processi che modificano il rilascio di ormoni e la funzionalità dei recettori delle pareti gastriche, sebbene spesso possa essere anche del tutto asintomatica.

Qualora non si sia sospettato della presenza di gastrite, facendo mancare interventi terapeutici correttivi, allora è possibile incorrere nell’aggravante rappresentata dal sanguinamento gastrico la cui sintomatologia si manifesta con sangue nel vomito oppure nelle feci, di colore nero, a causa della digestione sanguigna di sangue che perde la colorazione rosso viva a causa dell’assenza di ossigeno. Questi ultimi sintomi possono legarsi poi ad una serie di patologie, meglio note come dei veri e propri processi tumorali, che colpiscono le mucose gastriche, necessariamente da trattare in tempi brevi per poter stilare una terapia di contrasto che ne possa evitare la diffusione e l’estensione.

Nonostante tutto esistono altri sintomi che possono legarsi alla gastrite, seppur con complicanze meno drastiche rispetto a quanto descritto sin ora, come l’insorgenza o l’accentuazione di GERD, ovvero il reflusso gastro-esofageo che interessa il tratto compreso tra stomaco e gola a causa dei processi peristaltici esofagei alterati facilitando la risalita di materiale gastrico alla faringe con la spiacevole sensazione che coinvolge la gola, quest’ultimo è spesso legato anche al reflusso biliare che analogamente colpisce, coi suoi contenuti acidi, l’esofago con conseguenze variabili in base alla gravità della situazione. Possono materializzarsi anche sintomi minori come gonfiore di stomaco, aerofagia, ed una fastidiosa alitosi, con cattivo sapore al palato, derivato dal ristagno di sostanze nel tratto gastrico con tempi superiori agli standard fisiologici.